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Regia

Sallie Aprahamian

Sceneggiatura

Doraly Rosa, Dan Fredenburgh

Fotografia

Jean-Louis Bompoint

Montaggio

Brand Thumim

Scenografie

Michael Kane

Musiche

Laura Rossi

Interpreti

Paul Bettany, Olivia Williams, Dan Fredenburgh, Doraly Rosa

Produzione

Aria Films, Axiom Films, Cinema Two, Matador Pictures, Regent Capital

 

Nazione

Inghilterra

Anno

2008

Durata

112 min.

Caratteristiche tecniche

35mm - Colore

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Lunedì 15 Settembre 2008 22:42

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Broken Lines

Desperation is the English Way

immagine

Dramma senza speranza che ruota attorno a sensi di colpa e senso del dovere.

In ogni festival cinematografico che si rispetti non può mancare un anodino dramma familiare saturo di tensioni e traumi del passato, pronti ad esplodere magari proprio nel salotto di casa. Ecco allora che a Venezia 2008 ha fatto capolino Broken Lines, prodotto britannico privo di qualsiasi ottimismo riguardo la redenzione dalle colpe del passato e una serena vita familiare.
Visto nel corso della quinta edizione delle Giornate degli Autori, Broken Lines è la storia di Jake (Dan altFredenburgh, intravisto in Love Actually di Richard Curtis e The Bourne Ultimatum di Paul Greengrass), giovane ebreo alto-borghese felicemente fidanzato con Zoe (la rediviva Olivia Williams). Jake ha da poco perso il padre, e pensa che a causarne la morte siano state le numerose infedeltà materne. Ma buon sangue non mente e anche il nostro Jake si troverà a fare i conti con la propria, tanto inopportuna quanto accecante, lussuria, nel momento in cui incontrerà e si innamorerà di B (Doraly Rosa, all'esordio su grande schermo), bella cameriera fidanzata con Chester (Paul Bettany), un ex-pugile ora semiparalizzato.
Insomma gli ingredienti per una tragedia coi fiocchi sono già belli e predisposti, persino un po’ troppo meccanicamente, potremmo dire. Le colpe dei padri (o, meglio, delle madri) altricadono qui irrimediabilmente sui figli, se è vero che il nostro protagonista teme in primis la trasmissione genetica del peccato per discendenza materna, e in seconda istanza la perpetuazione, attraverso di lui, di un’infausta spirale del male e del vizio.
Bisogna ammettere che il film risulta, almeno per i primi venti minuti, abbastanza credibile e godibile, quello che però ci sorprende, è la sua presenza in una sezione del festival veneziano. Broken Lines starebbe bene infatti in un pomeriggio televisivo sulle nostrane reti generaliste, se non fosse per qualche eccesso di, seppur pruriginoso, erotismo. In ogni caso, per ogni colpa evocata nel film, la punizione sarà esemplare e dunque dal punto di vista educativo, bisogna dirlo, Broken Lines non ha nulla da eccepire. Dispiace un po’ per l’etereo Bettany, le cui qualità attoriali meriterebbero ruoli un po’ più sfaccettati di questo pugile rabbioso, seminfermo e, ça va sans dire, sessualmente impotente.
Ma sono tempi cupi per tutti i protagonisti, potenti e impotenti, traditori e traditi e a rammentarcelo, di quando in quando, compare un ameno motto con il quale il defunto padre amava rimbrottare Jake: “Qualsiasi tipo di scelta è perdente”.
La regista Sallie Aprahamian, di solito avvezza a lavori televisivi, mette in scena una sceneggiatura vergata dagli stessi interpreti principali del film e forse, proprio in virtù di questo, non riesce a governare adeguatamente il proprio parcoalt attori. Tra i dialoghi fa capolino anche qualche momento di ridicolo involontario che, dal momento che stiamo parlando di drammi con indicibili peccati e asperrimi sensi del dovere, non è che sia proprio opportuno. “Se questo fosse il tuo ultimo giorno dove vorresti essere?” chiede Jake alla sua amante B, e lei risponde “Vorrei cantare con la mia chitarra lontano da qui… Ma non ho nemmeno una chitarra”. Inutile aggiungere che la chitarra presto o tardi farà davvero la sua comparsa, emblema di autodeterminazione, oltreché hobby ben più innocente delle loro scappatelle adulterine.
Affetto da crudeltà calvinista, Broken Lines non fa sconti né concede la grazia ad alcuno dei propri personaggi, esemplificativa in tal senso è una sequenza di montaggio alternato tra un liberatorio amplesso che vede coinvolti B e Jake e la crisi acuta e il ricovero in rianimazione del povero Chester. Insomma, leggi del contrappasso e del taglione, strali senza fine e infauste profezie gravano sul capo di queste britanniche anime in pena, ora afflitte da ponderosi sensi di colpa, ora galvanizzate dal dovere che li spinge ad agire nel bene forse solo per vanità.

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