Colonna centrale
Vai all'articolo
Voto della redazione
voto 7
Voto degli utenti
nessun voto

Vota:

(0 voti)




Regia

Paola Romagnani

Domenica 11 Gennaio 2004 13:00

PDFStampaE-mail

Soul Mate

Un'italiana a New York

Soul Mate
L’incontro di due sconosciuti a New York, ironia sulle circostanze di un insolito colpo di fulmine

Non stona con il paesaggio.
Lo si può dire, scherzosamente, di Paola Romagnani, giovane italiana che ha scelto di ambientare a New York il suo primo cortometraggio, Soul Mate. La Romagnani, di nascita milanese, ma da diversi anni trapiantata in America, non si è accontentata di scrivere, dirigere e montare il film; ha scelto di esserne anche la protagonista, manifestando una sorta di morettiana volontà accentratrice. Qualora le mancassero grinta e personalità, ciò avrebbe significato pretendere troppo da se stessa, e dalla pazienza degli spettatori. Al contrario, pare proprio che la stoffa ci sia. Come dicevamo poc’anzi alludendo alla capacità di integrarsi con la realtà frenetica della metropoli americana, questa ragazza preparata e intraprendente si è stabilita da tempo proprio a New York, con l’intenzione di studiare cinema e recitazione. L’amore per il cinema indipendente americano l’ha spinta, tra l’altro, alla pubblicazione di un’opera monografica che s’intitola Jim Jarmusch - una storia indipendente.
Date simili premesse, non sorprende che la Romagnani sia riuscita a reinterpretare, con tono leggero ma non fatuo, certe atmosfere della città d’adozione. La situazione da cui Soul Mate trae ispirazione è il classico blind date: una giornata davvero tranquilla nel parco, ma non per Sofia, che ha in programma un appuntamento al buio, l’ennesimo da lei accettato sperando che gli annunci per cuori solitari del Village Voice non le riservino ancora una delusione. Del resto, la ragazza interpretata dalla Romagnani è un tipino difficile, pronto a esibire atteggiamenti radical chic che spesso e volentieri intimidiscono i potenziali partner. Il nuovo incontro programmato da Sofia subisce, però, un inaspettato e alquanto fortunato dirottamento da parte del caso, che le prospetta finalmente la possibilità di confrontarsi con un soggetto a lei congeniale. Non sono la spontaneità ed un’innata simpatia, a dire il vero, le carte vincenti del baldo giovane, tutto avvolto in una sciarpetta da regista e assorto nella lettura di un libro, scelto probabilmente tra quei titoli che fanno tendenza: i due velleitari della cultura sembrano avere davvero tanto da spartire, interessi di natura artistica ma anche chiusure mentali, tutto un insieme di predisposizioni caratteriali sigillato da quella dialettica ricercata, che pone inibizioni e desideri reconditi al riparo da sguardi indiscreti.
Che se ne accorgano o meno, questo loro giocare tenendo sempre le carte coperte è un modus vivendi che finisce per far sentire a proprio agio i due, così simili in questo da riuscire persino a comprendersi l’un l’altro. Infatti, eccoli pronti ad incamminarsi mano nella mano verso gli albori di un sentimento, o forse soltanto verso la più vicina mostra d’arte contemporanea.

 

Links

Scheda del film dal database del Torino Film Festival