


Sabato 01 Dicembre 2007 13:00
Panafricana 2007-Immagini e incontri sul continente africano
Di Antonella Barone
Uno sguardo sulla settima edizione di Panafricana
Dieci le sezioni, tre gli schermi, più di cinquanta proiezioni, e ancora incontri, tavole rotonde, omaggi, presentazioni: questi numeri con i quali Panafricana-Le mille Afriche del Cinema a Roma si presenta al suo pubblico per la sua settima edizione, in programma dall’1 al 9 dicembre 2007.
Una veste rinnovata, seppur ancorata ad alcuni capisaldi che ne hanno negli anni garantito il successo: innanzitutto un palinsesto quanto mai variegato, una collocazione temporale insolita rispetto agli altri anni (le porte dell’inverno in luogo della primavera) ma sicuramente più strategica, ma anche una nuova distribuzione dei luoghi, che quest’anno accanto allo spazio tradizionale della Sala Trevi, e a quello dell’Accademia di Francia-Villa Medici, che ha già ospitato il festival lo scorso anno, vede aggiungersi il Centre Culturel Saint-Louis de France. In quest’ultimo luogo avrà modo di essere ospitata, in particolare, una delle più interessanti retrospettive del festival "Focus Fespaco", selezione di film recenti vincitori del famoso festival panafricano di Ouagadougou in Burkina Faso, che in Francia sono stati raccolti in doppio cofanetto DVD, e che qui vengono presentati grazie alla collaborazione della Cinemathéque Afrique del Ministero degli Affari Esteri francese.
A ripercorrere tappe fondamentali della storia del cinema africano contemporaneo insieme ai titoli della rassegna, è anche Po di sangui del regista guineano Flora Gomes, occasione per omaggiare uno dei più importanti produttori africani, scomparso lo scorso agosto, il tunisino Ahmed Bahaeddine Attia, che con il suo lavoro ha reso possibile la realizzazione di numerosi capolavori del cinema africano, non ultimi i film di Nouri Bouzid, protagonista della sezione "Lezioni di cinema" a Panafricana 2006.
Quest’anno la "cattedra" dell’ormai consueta lezione di cinema è del regista e storico Gaston Kaboré, tra i padri fondatori del cinema del Burkina Faso, che terrà la propria lectio magistralis il 7 dicembre all’Università degli Studi di Roma Tre, e del cui cinema, interamente presentato a Villa Medici (dai corti al lungometraggio d’eosordio Wend Kûuni, fino al più recente Buud Yam), si disserterà anche in un’interessante tavola rotonda il 5 dicembre. L’usuale "carta bianca" offerta al regista ospite è anche occasione di un altro importante omaggio, realizzato in collaborazione con Lucky Red: quello a Sembène Ousmane, il regista senegalese considerato il padre del cinema africano, anch’egli scomparso recentemente e del quale, per ricordarlo, Kaboré ha scelto Moolaadé del 2004. Sul filo della memoria si muovono anche Cuba, une Odyssée Africane della regista Jihan El Tahri, che indaga i legami profondi tra Africa e Cuba nel quarantesimo anniversario della morte di Ernesto Che Guevara, e la serie di reportage televisivi sul continente realizzati da Alberto Moravia – che viene ricordato nel centenario della nascita – insieme a Dacia Maraini, Gianni Barcolloni e Andrea Andermann.
Gli italiani sono protagonisti di due altre sezioni: la prima è "Italiani in Africa (1949-73)" che prosegue il discorso iniziato nell’edizione precedente del festival sul cinema coloniale italiano, e tra i cui titoli figurano Totò le Mokò e Pastasciutta nel deserto di Carlo Ludovico Bragaglia, Cartagine in fiamme di Carmine Gallone e I dannati della Terra di Valentino Orsini.
Novità di quest’anno è invece Sguardoitaliano, sezione dedicata a titoli recenti di finzione e documentari realizzati da registi italiani di origine africana ma residenti in Italia, sempre volta a indagare attraverso l’immaginario cinematografico e le sue mille sfumature il nostro rapporto con il continente africano. In tal senso interessante anche la sezione "Cantiere Europa", che offre un focus Olanda grazie ai due film dell’olandese Albert ter Heredt – Kicks e Shouf shouf habibi – in anteprima nazionale così come L’Autre moitié dello svizzero Rolando Colla.
In anteprima nazionale anche The World Unseen della sudafricana Shamim Sarif e Nouba d’or et de Lumière della regista marocchina Izza Genini, produttrice del documusical Transes restaurato di recente dalla World Cinema Foundation di Martin Scorsese. I due film insieme a Ezra, vincitore del Fespaco 2007, realizzato dal nigeriano Newton I. Aduaka, figurano tra i titoli da non perdere della sezione "Panafricana 2007".
Ma c’è ancora "Panafricana Kids", sezione dedicata ai ragazzi ma ricca di appetitose anteprime come il lungometraggio d’animazione La Reine Soleil del francese Philippe Leclerc e Michou D’Auber di Thomas Gliou con Gérard Depardieu e Nathalie Baye. E ancora, "Invito al viaggio", con interessanti reportage e home-movies. E poi "Homevideo Free Zone", con i titoli di interesse panafricano in uscita nel mercato home-video italiano come Daratt (2006) di Mahamat-Saleh Haroun, Posse (1993) di Mario Van Peebles e un classico come Le nevi del Kilimangiaro (1952) di Henry King.
Se si aggiunge a tutto questo l’importante possibilità offerta dal festival di accompagnare quasi ogni visione con interessanti incontri e dibattiti, non si può non concludere che Panafricana sia un festival che, nel suo essere inguaribilmente fuori dalle orbite più comunemente conosciute, si rivela in grado di risvegliare ogni istinto cinefilo sopito.
LE SEGNALAZIONI DI CINEMAVVENIRE
Panafricana 2007
Lettere dal Sahara
Ezra
Homevideo Free Zone
Daratt
Serata AMREF
This Is My Sister
Omaggio a Ousmane Sembène
Moolaadé
Cantiere Europa
Elvis Pelvis


