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Regia

Richard Curtis

Mercoledì 29 Ottobre 2003 13:00

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Love Actually

L'amore ovunque

Love Actually
L’esordio di uno sceneggiatore di successo con una commedia romantica interpretata da tanti volti noti dello star system inglese: da Emma Thompson a Hugh Grant, da Alan Rickman a Rowan Atkinson

Hugh Grant è simpatico nel ruolo di primo ministro britannico; Rowan Atkinson pure nel poco-più- che-cameo del commesso lento e perfezionista; c’è poi un grande Bill Nighy nella parte di una pop-star invecchiata ma ancora capace di provocare irriverenti scandali e vendere milioni di dischi.
Poi quasi nient’altro, pur nella fiorente fauna di storie e protagonisti sciorinata da quasi due ore e un quarto di film.
Sulla carta questo Love Actually poteva certamente offrire qualcosa in più: l’esordio alla macchina da presa di Richard Curtis, lo sceneggiatore di Four Weddings and a Funeral – Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones, prometteva sicuramente qualcosa di meglio.
Il film parte anche abbastanza bene, in un tono nu-english che proprio nei titoli sopra accennati trova una sua ideale famiglia stilistica. L’aria di festa – è Natale! – e l’amore che serpeggia ovunque sono tenuti a freno da una presentazione dei personaggi che nei primi minuti ancora incuriosisce, riesce quasi a divertire e si distende con i tempi giusti.
Ma Curtis eccede, esagera nei buoni propositi, e si limita a confezionare una commedia romantica corale – in tutto i protagonisti sono quasi una ventina – con i vari episodi intrecciati tra di loro in un unico universo narrativo, il cui fil rouge è rappresentato dal banalissimo assunto di partenza che l’amore si trova realmente da per tutto.
Una simile struttura, certo su ben altri livelli stilistici e con tutt’altri fili rossi, può ricordare l’Altman di Short Cuts - America oggi, ma la distanza che i separa i due titoli si radicalizza ulteriormente con l’avanzare del tempo-di-proiezione del film di Curtis, quando nella maggior parte delle storie il tema centrale del "vero amore/amore davvero", si scioglie in una trama melensa che infastidisce per la sua programmatica sfrontatezza.
A nulla possono attori navigati come Emma Thomspon o Liam Neeson – quest’ultimo addirittura naufraga in una delle sue peggiori prove recitative –, o l’apparizione lampo di Billy Bob Thornton come Presidente degli Stati Uniti in versione maniaco sessuale, mentre solo Hugh Grant sembra adattarsi convinto nella pelle di premier inglese Blair-syle, risultando decisamente più credibile – e godibile – dei suoi tanti colleghi (eccezion fatta, lo ripetiamo, per il Naughy pop-star).
Restano alcune trovate abbastanza divertenti, come le due controfigure di film porno – lui e lei nudi che provano le diverse posizioni dell’atto sessuale – conosciutisi sul set, che superando la loro iniziale "timidezza" si danno un primo appuntamento, oppure il giovane inglese arrapato a cui capita di conoscere soltanto ragazze americane bellissime, come aveva sempre sognato.
Ma ciò che proprio non si può perdonare all’esordio di Curtis, è l’aver seppellito la parte finale del film con un trionfale montaggio parallelo che racconta il lieto-fine delle diverse storie con toni spettacolari e fastidiosamente inverosimili, un definitivo passo falso che incrina ancor più la sua tenuta effettiva e il pur simpatico interesse che qua e là distrattamente trapela.

 

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