


Lunedì 09 Luglio 2007 13:00
Mostruosamente… Fantozzi
Di Paolino Nappi
La prima monografia sul ragioniere più tragicamente comico del cinema italiano
Fantozzi ragionier Ugo, matricola 1001/bis, Ufficio Sinistri, nato il 17.7.1934 e morto il 17.12.1995 (ma per resuscitare, morire di nuovo ed essere infine clonato), ha smesso fin da subito di essere un semplice – per quanto geniale – personaggio (prima letterario, poi cinematografico) per assurgere alla grandezza degli antieroi o meglio, perché no?, dei "miti" del Ventesimo Secolo. Caricatura feroce e iperrealistica di un certo italiano piccolo piccolo, "statale" schiavizzato e con un’indefessa propensione al masochismo, circondato dai colleghi-mostri e da una famiglia non meno surreale, Fantozzi è stata forse la maschera più incisiva e per molti versi "rivoluzionaria" del cinema italiano dell’ultimo quarto di secolo. Paolo Villaggio sbozza la sua creatura fin dal maggio 1956, in occasione di una rivista satirica per il teatro universitario musicata dall’amico di sempre Fabrizio De Andrè. Ma è dopo la breve esperienza da impiegato nell’Italsider che l’attore genovese, forte di un’esperienza sul campo, mette definitivamente a fuoco la figura di Fantozzi. Che dopo essere stato protagonista di una serie di racconti pubblicati su «L’Europeo» (poi raccolti in una collana di libri di grandissimo successo) e di alcuni memorabili sketch in L’altra domenica, approda finalmente al cinema nel 1975: Fantozzi, diretto da Luciano Salce, sarà il terzo incasso della stagione e il primo capitolo di una saga che tra alti e bassi arriverà a contare, con l’ultimo Fantozzi-La clonazione del 2000, la bellezza di dieci episodi. Basco perennemente calcato sul capo, tristissimo spigato siberiano, pantaloni ascellari, Fantozzi – a dispetto della crescente pinguedine di Villaggio e della declinante qualità delle gags – sarà sempre lo stesso: umiliato, malmenato, sfruttato, saprà conservare la capacità di rialzarsi dopo ogni "clamoroso" capitombolo. Proprio come ogni italiano medio che si rispetti, dopotutto.
Mostruosamente… Fantozzi, curato dallo specialista e aficionado Alberto Pallotta (già autore di un volumetto sullo stracult per eccellenza Febbre da cavallo, ottomila copie vendute nella sola Capitale, nonché curatore della collana Cult di cui questa è la quarta uscita) è la prima monografia interamente dedicata al ragioniere più disastrato della Storia del Cinema. La edita Un Mondo a Parte, la giovane casa editrice romana specializzata nel "cinema bis" nostrano che ha già all’attivo, tra l’altro, pubblicazioni su Lucio Fulci, Diego Abatantuono, er Monnezza e la coppia Bud Spencer & Terence Hill (oltre che un volumone sulla "magica Roma" vergato dallo stesso Pallotta in collaborazione con Angelo Olivieri).
La formula è ben collaudata. Una serie di interviste (a Emanuele Salce, figlio di Luciano; alle due "Pine" Liù Bosisio e Milena Vukotic; ad Anna Mazzamauro, alias signorina Silvani; allo sceneggiatore Piero De Bernardi; alla preziosa controfigura di Villaggio-Fantozzi Clemente Ukmar; mancano però stranamente all’appello sia Paolo Villaggio che Neri Parenti, il regista di ben sette avventure fantozziane su dieci), le schede dei singoli film arricchite da una piccola selezione di recensioni "a caldo" e "a freddo" (queste ultime rappresentate dalle "voci" del Mereghetti e del Morandini), una raccolta di pillole del Villaggio-pensiero di varia provenienza (l’attore si esprime sulle questioni più diverse, dall’implacabilità della nuvola dell’impiegato a Berlusconi), una ricca e illustrata (e divertentissima) "enciclopedia fantozziana", che raccoglie in rigoroso ordine alfabetico personaggi, attori, caratteristi (tantissimi), magic moments dell’intera saga: l’indimenticato Filini di Gigi Reder (personaggio che, appena abbozzato nei racconti di Villaggio, fu quasi del tutto frutto dell’intuizione del primo regista Luciano Salce), il "triplo filotto reale ritornato con pallino" con cui Fantozzi stravince una mitica partita a biliardo con uno dei suoi superiori, l’epiteto "Puccettone" affibbiatogli dal subdolo geometra Calboni (al secolo Giuseppe Anatrelli) solitamente accompagnato da "una scafetta indice-medio con dolorosa vite finale", e via sbellicandosi. Il tutto condito da abbondanti immagini fotografiche. Il divertimento per i fan del ragioniere, manco a dirlo, è assicurato.
Alberto Pallotta (a cura di)
Mostruosamente… Fantozzi
Un Mondo a Parte, Roma 2006
Pagine: 178
Prezzo: € 16.00


