Sabato 05 Dicembre 2009 02:11
MEET THE MEDIA GURU: Edgar Morin
Di Matteo Marelli

Edgar Morin, inviato da Meet the Media Guru, network attivo dal 2005 sul territorio milanese, a riflettere sulle implicazioni connesse all'impiego, ormai quotidiano, di internet, ha lanciato un allarme sulle preoccupanti conseguenze a cui potrebbe condurre la progressiva tendenza all'iperspecializzazione.
L’avvento di Internet nell’universo della comunicazione è stato un fattore di enorme cambiamento delle pratiche di consumo culturale. A venti anni dalla sua comparsa, esso appare ancora come un magma difficilmente comprimibile e in continua dilatazione. Internet è un fenomeno in continua evoluzione, espansione e rimodellamento, i suoi contenuti cambiano con la stessa velocità della sua forma. Il World Wide Web è stato
capace di assorbire ogni altro tipo di supporto e di sistema distributivo, riducendo tutto a un unico codice numerico, a una sola tecnica e un solo dispositivo di registrazione e di trasporto, di conservazione e di riproduzione, creando un enorme catalogo, una sorta di ipertesto enciclopedico di tutte le opere, teoricamente disponibile per ogni consumatore, e in ogni istante. Il Web è oggi lo strumento più efficace per diffondere in modo istantaneo conoscenze, scoperte e informazioni. Grazie alla perfetta standardizzazione globale, questo dispositivo si dimostra imbattibile dal punto di vista della penetrazione, del contatto col singolo utente, dovunque questo si trovi. Si assiste a una evoluzione dei consumi culturali verso la dimensione individuale e privata, un consumo che si estende in nuovi spazi fisici e temporali nella vita di tutti i giorni. È necessario riuscire a destreggiarsi in
questo mare magnum rappresentato dalla rete informatica. Provare a fornire delle rotte indicative è l’intento di Meet the Media Guru, un network, attivo dal 2005 sul territorio milanese, promotore di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale.
L’ultimo appuntamento, svoltosi mercoledì 11 novembre al Teatro Dal Verme, ha avuto come protagonista Edagar Morin, intellettuale e sociologo del C.N.R.S. (Centre National de la Recherche Scientifique), tra i fondatori, assieme a Roland Barthes e Georges Friedmann, della prestigiosa rivista culturale «Communications», direttore del CETSAP–Centre d’Études Transdisciplinaires, di Parigi, collegato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. L’interdisciplinarità è una costante dell’attività intellettuale di Morin, che ha sempre lavorato all’interno di una disciplina cercando sistematicamente di scavalcarne i confini. Le sue indagini speculative lo hanno portato a confrontarsi anche con il cinema, che l’intellettuale francese ha affrontato prediligendo un approccio di taglio antropo-sociologico. Il suo libro più famoso, a riguardo, è Le Cinéma ou l’homme imaginaire. Fedele al sincretismo
metodologico, Morin ha sempre affrontato temi, in qualche modo, trasversali. Tipica in questo senso la sua esplorazione del bisogno di cinema, cioè di quella necessità che spinge ampi strati di popolazione a dedicare parte del proprio tempo al consumo di film. Altre ricerche moriniane hanno esplorato i rapporti tra cinema e violenza e il fenomeno divistico.
L’incontro milanese è stato occasione per Morin di formulare una vero e proprio discorso etico partendo dalla riflessione sulle implicazioni connesse all’impiego, ormai quotidiano, di Internet. Constatato che Internet è ormai parte integrante di tutte le sfere del sapere, della vita e della società, si può ora considerarlo specchio della complessità umana. Per il sociologo francese Internet, in un certo senso, è in anticipo rispetto all’umanità; in quanto sistema di comunicazione universalmente condiviso è stato capace di creare una comunità dove tutta l’umanità è virtualmente presente e proiettata a partecipare alla realizzazione un destino comune. Una condivisione di intenti che, purtroppo, ancora non trova riscontro nella realtà. Per questo Morin invita a compiere uno sforzo in direzione di una codificazione di nuove forme solidarietà. L’iperspecializzazione ha distrutto quelli che erano i tradizionali vincoli di mutua assistenza, ha raso al suolo il mondo collettivo e partecipativo per gettare l’uomo sulla spiaggia dell’isolamento individuale. L’intensa concentrazione su piccoli segmenti e su compiti specialistici ha portato a una perdita di consapevolezza del complesso in cui tali interventi agiscono. Come direbbe Marshall McLuhan: "Lo specialista è colui che non fa mai piccoli sbagli mente avanza verso un grande errore".
A sostegno delle proprie tesi, Morin ha portato come esempio l’attività svolte in seno a La Voix du Net, movimento, di cui è presidente, impegnato in un progetto di diffusione di messaggi creativi finalizzati alla promozione di un pensiero cooperativo e solidale.


